L’argomento è di quelli sulla bocca di tutti:il bullismo tra adolescenti sembra dilagare in ogni dove con un fiorire di centri e soluzioni,spesso con sole finalità pubblicitarie (pare che questo argomento “tiri a livello mediatico”)  piuttosto che rappresentare vere e proprie soluzioni.
Andiamo oltre e cerchiamo di farci una idea su dove finiscono i bulli quando diventano adulti e scopriamo che il mondo “dei grandi” è proprio l’ambiente dove il bullismo prolifera, fatto come è di cariche,ruoli e “segreti” da condividere per avere vantaggi informativi sul prossimo.
Qui il bullismo è così raffinato da adottare termini stranieri per descrivere angherie come a volerlo identificare comei un fenomeno,distante senza un vero radicamento nella nostra società.
Quante volte capita che chi detiene posizioni di potere e prestigio se ne avvale in modo personalistico sfruttando la propria posizione sociale ed economica?
Prepotenza, silenzi, complicità rendono la vita dei bullizzati adulti infernale, obbligandoli a vivere condizioni di frustrazione all’apparente “muro di gomma” che li isola.
Vi è un piacere che supera la convenienza economica o di potere e diventa godimento nell’umiliare (avvalendosi di complicità e amicizie più o meno altolocate) il bullizzato sfruttando ogni strumento di disagio: economico,psicologico e sociale.
In fin dei conti: a chi non capita di vivere ogni giorno il bullismo adulto sulla propria pelle?
Viene quindi da chiedersi: i bulli adolescenti, forse replicano quello che vedono nel mondo adulto e quindi (per imitazione) lo riproducono con i loro coetanei?
Concentrare l’attenzione al bullismo dei minori è forse una nuova, ulteriore e comoda via di uscita per giustificare il bullismo adulto che nel frattempo, rappresenta un modello attraente e premiante per i nostri giovani e quindi adottato con sempre maggior frequenza.